PRIX MURAT : « Lire….pour apprendre à vivre! »

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Il 24 ottobre scorso si è svolta a Bari la cerimonia di premiazione del romanzo vincitore del Prix Murat, evento conclusivo del progetto di lettura in lingua francese  che ha visto coinvolte un gruppo di alunne della classe terza E. Grazie a questa iniziativa, organizzata dal nostro Liceo, con il supporto e il sostegno entusiasta  della docente tutor Professoressa Chiapperini Maria, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari,  abbiamo fruito di una piacevole e significativa  esperienza di  lettura di romanzi contemporanei in lingua originale. Siamo state successivamente chiamate a votare per il nostro romanzo preferito.

 “ Monsieur Origami”  di Jean- Marc Ceci è stato proclamato romanzo vincitore del Prix Murat 2017.

Troppo spesso corriamo contro il tempo, incuranti del tempo, con l’unico fisso obiettivo che ogni cosa sia fatta in tempo.  Ritmi e pensieri così frenetici ci distraggono dalla vera essenza di ciò che ci circonda, tanto da costringerci all’alienazione della quotidianità, oramai pervasa dall’abnorme mole di lavoro; tanto da ridurci ad adempiere  ogni nostra azione  con superficialità.

A salvarci da tutta questa smania convulsa c’è fortunatamente l’arte in tutte le sue più belle accezioni, in cui l’anacronismo è la base su cui si regge la realizzazione e la comprensione dell’artefatto.

Origami. Questa è l’arte che vede come protagonisti il tempo, il silenzio, la concentrazione, che determinano la precisione della piegatura della carta, la forma del foglio, la perizia tecnica adoperata per la rappresentazione di un oggetto inizialmente pensato.

È un’arte difficile che ha a che fare con valori contemplati ai nostri giorni ma che restano lì, inapplicati, impolverati. Sono i valori che il libro “Monsieur Origami” ha voluto insegnarci in un modo del tutto singolare. Con il suo carattere zen, il suo minimalismo, i periodi ermetici, la prosa quasi poetica, e le numerose pagine bianche, ci ha istruito all’importanza del silenzio e alla sua salvaguardia, alla rilevanza dello scorrere del tempo e del suo saperne approfittare. Non è stata una scelta casuale: l’autore stesso, Jean-Marc Ceci, ha esordito durante la rassegna del Prix Murat a Bari, affermando che lo scopo del suo stile epurato era quello di “ridurre il rumore delle troppe parole, dei bla bla bla” che deconcentrano il lettore, lo annoiano e non stimolano la sua immaginazione, né la riflessione.

“Monsieur Origami” vede due personaggi differenti a confronto che, sebbene così in antitesi, si completano a vicenda: Casparo e Maître Kurogiku, l’uno italiano, l’altro giapponese; l’uno allievo, l’altro maestro;  l’uno pragmatico, l’altro più silenzioso e riflessivo; l’uno manipolatore dell’andamento del tempo, l’altro suo approfittatore. Le loro passioni sono due mondi in contrasto: l’arte dell’origami che parte da qualcosa di semplice per creare qualcosa di complesso, e l’arte del costruire orologi che, dietro un meccanismo così complicato, vede come obiettivo il dare una semplicissima informazione: l’ora.

L’incontro tra i due opposti è un’iniziazione e una trasformazione reciproca. Impareranno a parlarsi, a comprendersi, ad ascoltare i propri silenzi. Un po’ come l’autore si è proposto di fare con noi attraverso il suo libro: un pretesto per conoscersi e conoscerci, per osservare cosa una pagina immacolata scaturisce nel nostro animo, per ispezionare i cambiamenti nella nostra mente. Insomma, la letteratura come pretesto per silenziare, interrompere, meditare, fermare addirittura. “La letteratura vista come suggerimento e non come imposizione.” Riverberano così, dinanzi a centinaia di studenti , le parole di Jean-Marc Ceci, che emozionano e istruiscono ad “Essere”, piuttosto che ad “Avere”; che educano  ad un “carpe diem” meno impositivo, quasi suggerito; e infine formano la personalità a ricercare “l’origine de toutes les choses”.

Marilisa Cascarano, III E ( Liceo Linguistico)

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