STOP CYBERBULLISMO – I NUOVI RISCHI DELLA RETE: COME TUTELARSI -

LA SCALA

Si è svolto questa mattina, sabato 4 novembre, presso l’Auditorium del Liceo Scientifico e Linguistico “O. Tedone” un incontro di formazione e prevenzione sul tema del cyberbullismo che ha visto la partecipazione degli studenti del biennio. Introdotti dal Dirigente Scolastico, prof.ssa Domenica Loiudice, sono intervenuti come relatori il prof. e avvocato penalista del Foro di Bari Antonio Maria La Scala e il Sostituto Commissario – Responsabile di P.G. del Dipartimento delle Telecomunicazioni di Bari Michele Orlando.

Nella sua relazione introduttiva il Dirigente Scolastico ha sottolineato il ruolo fondamentale che assume la scuola nel contrastare i fenomeni di bullismo, in virtù della Legge 71 del 29.05.17 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyber bullismo”.

Intenso e vibrante l’intervento dell’ avvocato La Scala, il quale, prima ancora di introdurre l’argomento del cyberbullismo, ha illustrato cosa significa ‘compiere atti di bullismo’, senza mai discostarsi da un taglio e da un’interpretazione dei fatta di natura giuridica. Quando si parla di bulli si è portati per lo più a pensare al ragazzo che ruba le merende fra i banchi di scuola, ma in realtà il fenomeno del bullismo racchiude qualcosa di molto più vasto  e grave: dietro tale termine si nasconde una serie di molteplici reati penalmente perseguibili, dalla minaccia alla violenza privata, da atti persecutori a lesioni personali gravi.

L’Avvocato La Scala ha invitato noi studenti a domandarci perché e come nasce il bullismo. La risposta è molto semplice: nasce dall’ignoranza e dall’indifferenza. Con una narrazione densa e ricca di pathos, il relatore ha ripercorso alcune delle storie più drammatiche della cronaca recente che hanno come protagonisti, bambini e ragazzini, vittime di atti di bullismo, devastatati, irrimediabilmente feriti o addirittura, in casi estremi, uccisi. Una delle storie più dolorose che, ha precisato il Dirigente Scolastico, “ha scosso l’animo” dell’intera platea è stata quella di Ciccio e Tore, due fratellini di Gravina di Puglia, ritrovati morti mesi dopo la denuncia della loro scomparsa in una cisterna sotterranea di un grande stabile abbandonato. L’aspetto più rivoltante della loro storia è il fatto che, dopo che i due fratellini si erano allontanati per recuperare il pallone da calcio, finito nel pozzo, tutti gli altri compagni non si sono minimamente preoccupati della loro assenza e della loro scomparsa.

Nel suo intervento il sostituto commissario Michele Orlando ha evidenziato i vantaggi della disponibilità capillare di internet, come l’utilizzo crescente di dispositivi connessi alla rete e dei  nuovi mezzi per comunicare, senza tralasciare le enormi contraddizioni che ognuno di questi mezzi porta con sé se utilizzato impropriamente.

Internet ha cambiato il modo di vivere di tutto il mondo: un solo click è sufficiente per essere connessi in tempo reale col il mondo intero e venire in possesso di informazioni di non facile reperibilità; allo stesso tempo, però, internet è una pericolosa arma a doppio taglio, in quanto è un mezzo che, usato scorrettamente, diventa incontrollabile, diffonde informazioni non attendibili, configurando varie forme di reato. Molti di noi sono del tutto inconsapevoli di quello che si può trovare in rete: una buona parte del web (circa il 4 %) è costituita dal cosiddetto DEEP WEB, una rete oscura delle risorse informative non segnalate ai motori di ricerca.

I due relatori hanno posto particolare attenzione a tutte le informazioni che vengono diffuse attraverso la rete. Internet, infatti, ‘non dimentica’, anzi, ogni azione compiuta è irreversibile e spesso costituisce una traccia e quindi una condanna per i cyberbulli stessi.

Gli atti che possono essere individuati come gesti di cyberbullismo sono l’umiliazione di una persona attraverso la divulgazione di contenuti offensivi, il sexting, inteso come produzione, detenzione e diffusione di materiale pedopornografico e infine il grooming, adescamento di un minore in Internet tramite tecniche di manipolazione psicologica, finalizzato a violenze e abusi.

Il messaggio conclusivo dei due relatori si racchiude in un monito e un’esortazione rivolta a noi ragazzi a riflettere in modo critico sulla potenza di un grande mezzo, affascinante e in continua evoluzione, quale è la rete Internet, ma che costituisce, al tempo stesso, una grave minaccia se usata in modo scorretto e inopportuno.

Compito della scuola, infatti, ha precisato il Dirigente Scolastico nel suo intervento conclusivo, è quello di favorire l’acquisizione  delle competenze necessarie all’esercizio di una cittadinanza digitale consapevole e  responsabilizzare gli alunni  significa mettere in atto interventi informativi,  formativi e partecipativi: l’incontro odierno, pertanto, ha rappresentato per noi studenti un’occasione preziosa di crescita e di confronto finalizzata a spingerci all’uso corretto e consapevole delle tecnologie digitali.

Francesca Casillo, classe 2^B.

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