Il Tedone celebra la Giornata della Memoria

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27 Gennaio 2015- Palazzo Caputi ore 17.30 – Progetto lettura: incontro con la scrittrice Ilva Fabiani e presentazione del romanzo Le lunghe notti di Anna Alrutz

“C’è chi crede che la memoria serva a ricordare il passato. Non è questo o lo è solo marginalmente. La memoria serve a costruire presente e futuro, è uno strumento di edificazione identitaria. Chi è lei senza la sua memoria? E se questo vale per uomo, vale anche per una famiglia, per un quartiere, per una città, per la gente. La memoria è ciò che ci permette di decidere dove vogliamo andare. Altrimenti dipendiamo da altri, diventiamo immediatamente sottomessi e non dei soggetti consapevoli. Per questo è fondamentale. Ma non deve diventare falsa coscienza. Oggi il Giorno della memoria in molti ambiti viene strumentalizzato. Ma cosa significa avere una relazione autentica con la Shoah? Significa impegnarsi a costruire un mondo di giustizia sociale, di accoglienza dello straniero, delle minoranze. In quei lager gli ebrei furono certo il bersaglio più specifico e l’accanimento nei loro confronti fu più furioso, ma non furono le uniche vittime. Lì fu annientato l’essere umano. Primo Levi non ha scritto se questo è un ebreo, ma “Se questo è un uomo”.  Parole appassionate quelle dell’attore e regista Moni Ovadia che con la sua arte ha riconsegnato dignità alla Giornata della Memoria, istituita dallo Stato Italiano il 27 gennaio del  2000 nel tentativo di debellare la congiura del silenzio e, allo stesso tempo di proporre una riflessione che non fosse svuotata dei suoi significati più profondi, riducendosi a semplice celebrazione.

 

Nei confronti della memoria abbiamo una responsabilità a cui non possiamo sottrarci, perché ne va del destino delle generazioni future: una responsabilità a cui il mondo dell’arte e della letteratura non si sottraggono poiché, pur senza una presunzione accademica, ma con il rispetto e la dovuta sensibilità narrano storie forti senza l’effetto di assuefazione proprio di quei documenti continuamente ripetuti. Le forme poetiche dell’arte, invece,  toccano i sentimenti e rimettono ogni volta in campo il senso profondo della storia, nella consapevolezza che la testimonianza si carica di un valore aggiunto se diviene poesia, musica, arte e l’arte integra e approfondisce la storia, mettendone a nudo la più profonda verità umana.

Questo il senso della Giornata della Memoria per il Liceo Tedone che, in collaborazione con la Libreria Agorà e il Comune di Ruvo di Puglia,  ospiterà  Ilva Fabiani, ricercatrice italiana in Germania e autrice del romanzo Le lunghe notti di Anna Alrutz. Germania 1933: al potere da pochi mesi, Adolf Hitler emana la "legge sulla sterilizzazione". L'intento è migliorare il grado di purezza della razza ariana. Impedire la riproduzione a quelle che vengono definite "vite di nessun valore": omosessuali, zingari, "degenerati", "deviati", ebrei, dissidenti, affetti da malattie mentali. 400mila operazioni nel corso degli anni. Sulla scena, si muove Anna Alrutz, giovanissima infermiera, convinta nazionalsocialista, incaricata di sterilizzare altre donne. Una storia forte che apre un’altra stanza segregata dello scempio nazista. Nel momento in cui si risveglia e decide di lottare contro una legge che trova disumana, non può che soccombere. Il nemico è dentro di lei: non può lottare contro di lui senza rimanerne ferita. Quando lo combatte, taglia parti di sé, fino a morire assieme al suo male.

Prof.ssa Rosanna Pellegrini

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